
Creatori di sogno
I mestieri d’arte esprimono tutta l’identità culturale di una regione che ha sempre saputo valorizzare le sue tradizioni. Questo patrimonio ben vivo, i cui gesti rimasti immutati con gli anni, danno luce ad opere tradizionali o ad interpretazioni più contemporanee, è un invito alla scoperta dell’entroterra del Languedoc. in molti villaggi, si può scoprire il « savoir-faire » degli artigiani: articoli di vimini di Vallabrègues, ceramiche d’Anduze, villaggio vasaio di Saint Quentin la Poterie nel Gard, tradizione gioielliere del granato catalano, mestieri del libro e della carta a Montolieu nell’Aude, eredità tessile anche, declinata tanto nelle Cevenne intorno alla seta, quanto nei Pirenei-Orientali con le tele catalane.
Questa densità artigianale eccezionale, svela un’altra parte della cultura del Languedoc, quella dei mestieri d’arte.
Un Vaso Leggendario
Alcuni villaggi sono intrinsecamente legati alla loro attività. A Vallabrègues nel Gard, è l’industria dei vimini che, per secoli, è stata al cuore delle (pre)occupazioni.
Tradizione e savoir-faire ancestrale
Dall’inizio del XII secolo, l’allevamento del baco da seta si è diffuso nelle Cevenne per alimentare un’industria in crescita, che conobbe il suo massimo splendore nel 1853.
Una piccola borgata dalle risorse inattese aspetta il visitatore tenace.
Di tradizione medievale e di essenza provenzale
Annessa al saponificio (Savonnerie), manifattura regia e poi nazionale di tappeti, la cui origine risale a Enrico IV e che deve il suo nome a un'antica manifattura di saponi che Luigi XIII fece installare nel 1627.
Un tempo il vetro rappresentava la ricchezza della regione Linguadoca-Rossiglione.