
Il Languedoc-Roussillon, terra d’enoturismo
In quanto più antico e più vasto vigneto del mondo, la Linguadoca-Rossiglione apre la sua attività vinicola al turismo. Percorrere le terre della valle del Rodano, della Linguadoca, delle Corbières, del Minervois, del Rossiglione e tanti altri nomi ancora, altrettanto evocatori per chi ama i grandi vini; andare incontro agli uomini e alle donne che modellano questi paesaggi di vigne; scoprire e apprezzare questi nettari con coloro che li producono, la Linguadoca-Rossiglione, nel Sud della Francia, vi propone di venire a condividere dei bei momenti di convivialità intorno alla vigna e al buon vino.
Scegliete il vostro itinerario, fate tappa in uno dei numerosi poderi che vantano il marchio Qualité Sud de France, approfittate di un soggiorno di charme in una delle strutture che fanno parte del Cercle Prestige. In Linguadoca-Rossiglione, ad ogni territorio corrisponde un soggiorno diverso che vi conquisterà.
L’Accademia del Vino e del Gusto di Roquemaure (Gard) può essere il punto di partenza di un circuito dedicato al turismo e al vino. Questo luogo d’incontri e di scambi è situato al castello di Clary, nel pieno cuore del vigneto di Lirac. Guidato da enologi – e specialisti dell’olio d’oliva -, il visitatore parte alla scoperta dei vitigni del vigneto del sud, delle varietà di olive e in maniera più generale delle ricchezze della Linguadoca-Rossiglione, Sud della Francia.
Sulla strada dei Pirenei, i circuiti d’enoturismo passano dal Centro della Vite e del Vino a Gruissan (Aude). Un luogo che ha l’ambizione di presentare l’universo della vite e del vino attraverso un percorso ludico adatto a tutte le età. Alla fi ne della visita, degustazioni e discussioni si animano con gli enologi, tutti altrettanti appassionati di Pascal Borell, giovane chef Catalano che ha attrezzato « La Maison du Terroir » nel cuore dei vigneti di Maury (Pirenei-Orientali), altra tappa importante d’enoturismo. Il sito raggruppa un ristorante gastronomico e una cantina di degustazione per tutta la produzione locale. In un paesaggio ovviamente viticolo, cosparso di « Casotes » (capannoni in pietra dei viticoltori).
Un assaggio di ciò che possono essere le vacanze sotto il segno dell’enoturismo dove le manifestazioni festive e artistiche legate al vino abbondano in estate. Lo dimostra ad esempio il festival « Couleurs vigneronnes » (Colori della viticoltura) nell’Alta Linguadoca: consente di scoprire in luglio e agosto i paesaggi, la storia e l’arte di vivere nati da una cultura viticola nella quale la festa ha un posto preponderante. Con soste emblematiche, come a Berlou, dove nella freschezza della cantina, si potranno scoprire le collezioni d’archeologia e di paleontologia (visite commentate).